STEFANIA ZORZI | Mädchenspiele – Giochi di bimba

Location: Casa Briscioli
Incontro con l’autrice: domenica 15 settembre | ore 20,30

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Mädchenspiele – Giochi di bimba

Le nuove opere di Stefania Zorzi ci guidano in una zona dimenticata e al tempo stesso familiare: la nostra infanzia e fanciullezza, in cui le regole del mondo adulto sembrano non esistere. L’esposizione “Mädchenspiele – Giochi di bimba” si rivela come un viaggio di scoperta infantile, che passa attraverso il mondo della fiaba, potente metafora della vita quotidiana, e del gioco, necessario per la conoscenza di se stessi. Ci troviamo all’improvviso alla scoperta di unvecchio mausoleo, tra fili e ali di farfalle, o nel sogno di Cenerentola, con una zucca trainata da un topo, o come un uccellino in soffitta, tra gabbie e reti. Il mondo viene riscoperto, sperimentandolo in modo nuovo, attraverso avventure come passaggi di crescita individuale. E così le fotografie di Zorzi – in luoghi apparentemente quotidiani e mutevoli, con indosso la veste bianca o con scarpette rosse – senza l’intento di una rappresentazione descrittiva delle fiabe, ma utilizzandone il linguaggio simbolico e la funzione, vanno a toccare il nostro lato inconscio aprendo scrigni nascosti nell’anima. Il finale della fiaba rimane aperto. Ma le emozioni, il gioco e lo sguardo dell’infanzia/fanciullezza sono ancora profondamente vivi in noi…

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STEFANIA ZORZI. Nata nel 1985 a Gavardo (BS), vive e lavora in Austria. Ha conseguito nel 2010 la Laurea di specializzazione in Arti Visive presso la L.A.B.A. (Libera Accademia di Belle Arti) di Brescia. Tra il 2008 e il 2009 ha frequentato, tramite il progetto Erasmus, la Facultad de Bellas Artes di Cuenca (Spagna). Nel 2012 la prima mostra personale nella galleria Mimesis (Calvisano-BS), seguita da molte altre, tra cui ricordiamo la più recente nella Galleria Lichtraum eins a Vienna. Oltre a un gran numero dipersonali e mostre collettive in Italia, il suo lavoro è stato esposto in Germania, Francia, Austria, Polonia, Serbia, Slovenia, Ungheria, Spagna, Repubblica Ceca e Brasile. Le sue opere sono presenti in Musei e collezioni private (ARCHIVIO NAZIONALE DELL’AUTORITRATTO, MUSNIF di Senigallia, COLLEZIONE ARTE CONTEMPORANEA a Palazzo Bertazzoli -Bagnolo Mella BS, MUSEO RONCO di Gussago BS). Numerose pubblicazioni in libri e riviste d’arte ( Giorgio Bonomi -Il corpo solitario. L’autoscatto nella fotografia contemporanea Vol. II; Dentro Casamensile di design, tecnologia e innovazione; L’Oeil de la Photographiequotidiano online francese di fotografia, Morgen Rivista culturale della Bassa Austria e dell’Europa centrale). La ricerca artistica di Stefania Zorziviene espressa attraverso vari mezzi che vanno dall’installazione al video, passando per la poesia e prediligendo la fotografia. Il filo conduttore è il corpo che si relaziona a se stesso, allo spazio e alla materia, attraverso la sua continua costruzionee, allo stesso tempo, l’inarrestabile consumarsi. C’è un’attenzione continua sul rapporto tra l’uomo e gli spazi, che s’intreccia con la memoria e i legami. Gli autoscatti raccontano un vissuto quotidiano che, reinterpretato, porta alla rivelazione della solitudine e della difficoltà di costruire un’identità stabile nell’era contemporanea. Il lavoro di Zorzi rappresenta la relazione tra le influenze circostanti –reali, sociali o immaginarie –e le emozioni. Le opere sono finestre, scatole da aprire sul mondo interiore dell’artista, frammenti su cui ci si chiede di soffermarsi, quasi raggelate performance di eventi e intime confessioni, che rendono il legame arte-vita sempre più stretto,spingendo il proprio essere verso una trasformazione e riedificazione.